“Prima che fosse Natale” di Gabriella Maggio

Prima che fosse Natale a partire dal 17 dicembre e per  sette giorni  si celebravano i  Saturnalia, feste religiose in onore di Saturno, molto sentite dal popolo per lo scambio di ruoli e di doni. Tutti portavano il “pileus” il berretto a cono degli schiavi affrancati, i padroni servivano gli schiavi e si eleggeva per burla un re. Ci si scambiavano auguri e doni : candele e bambole di cera, finti dolci d’argilla, cibi, accompagnati da bigliettini augurali. Il dono rituale riaffermava i vincoli sociali.Intorno al IV secolo la Chiesa, già organizzata e gerarchizzata, s’impegna a combattere la civiltà pagana  e si  appropria del mese di dicembre, legandolo alla nascita di  Cristo, di cui fissa il concepimento nel mese di marzo.  Auguri e doni restano, ma i travestimenti, gli scambi dei ruoli, le risate saranno trasferiti al Carnevale.

La forza di espansione del Cristianesimo permea nel tempo  tutti gli ambiti dalla vita quotidiana, ai valori morali, all’atteggiamento nei confronti della cultura letteraria.

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