“Lo spaventato del Presepe” di Bianca Maria Acquaviva

“Quando la tempesta furiosa della vita si scatena, portando l’oscurità. Quando il sogno svanisce e lo sconforto prende il sopravvento. Come un possente faro sulla costa lontana lì c’è un Lion, come un raggio di luce che mostra la strada.”

Adesso che è Natale queste parole mi sembrano più adatte che mai alla ricorrenza.

Mi è capitato di pensarci oggi mentre facevo con la mia famiglia il presepe.

Il Natale è la nascita per eccellenza, nascita eccellente e miracolosa quasi in contrapposizione alla natura che, in questo periodo è addormentata, avvolta dal freddo e pervarsa dalle tenebre che, finalmente, vengono squarciate dalla nascita di un umile bambino, un piccolo sole che sconfigge il buio e fa trionfare la vita sulla morte.

Di fronte a questo spettacolo le reazioni umani possono essere molteplici.

Nel presepe ogni personaggio ha la sua importanza, il pastorello raffigurato in atto di dormire, che, per gli interessanti significati a lui connessi è personaggio di primaria importanza, collocato sul punto più alto del presepe, simboleggia il cammino esoterico verso la grotta, il percorso in discesa attraverso il sonno, il viaggio compiuto da un bambino. In base a questa raffigurazione il senso del natale è comprensibile solo mediante un viaggio onirico effettuato con la guida di un animo visionario che sprofonda nel mondo interiore della conoscenza.

Alla fine del viaggio, superate le paure e le varie tappe, tale personaggio, dinanzi alla grotta della Nascita, o della ri-Nascita, può identificarsi con il cosiddetto PASTORE DELLA MERAVIGLIA, che, accecato dalla rivelazione, posseduto dalla luce stessa, non trova parole per esprimerla. Egli si abbandona all’istintivo gesto di spalancare la bocca per gridare il suono muto e ineffabile della meraviglia al cospetto del meraviglioso.

Nella tradizione siciliana quest’ultima figura usiamo chiamarla “lo spaventato del presepe”. Ricordo che mia madre mi diceva quand’ero piccola che rappresenta lo stupore dell’uomo comune di fronte allo spettacolo del Natale.

Il mio augurio oggi è che ogni Lions possa rigenerare il proprio atteggiamento verso il mondo che lo circonda e con gli occhi di un bambino guardare verso quella grotta provando lo stesso stupore dello spaventato.

Tornando invece al pastore dormiente, colui che per la prima volta riesce a dormire senza incubi perché c’è qualcuno che veglia su di lui, mi auguro che anche noi possiamo fare sogni tranquilli grazie al lavoro che i noi stessi Lions facciamo ogni giorno.

Voglio concludere adesso facendovi sorridere citando un vecchio spot pubblicitario.

 

A chi ama dormire ma si sveglia sempre di buon umore,
a chi saluta ancora con un bacio,
a chi lavora molto e si diverte di più,
a chi ha l’entusiasmo di un bambino e i pensieri di un uomo,
a chi va in fretta in auto ma non suona ai semafori,
a chi arriva in ritardo ma non cerca scuse,
a chi spegne la televisione per fare due chiacchiere,
a chi è felice il doppio quando fa la metà,
a chi si alza presto per aiutare un amico,
a chi vede nero solo quando è buio,
a chi non aspetta il Natale per essere migliore…

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