Asia

Arabia Saudita

La culla dell’Islam non riconosce il Natale quale sua festa ufficiale (e non ne avrebbe nemmeno motivo per farlo), ma almeno ufficialmente – non lo vieta, ma i festeggiamenti dei pochissimi cristiani (stranieri, nella quasi totalità dei casi) si svolgono in forma estremamente privata. Niente luci o addobbi in Arabia Sau- dita quindi, se non nelle proprie case, unico luogo dove in maniera un po’ spartana si celebra la festività.

Armenia

La messa di mezzanotte in Armenia è chiamata badarak, durante la quale viene fatta bere ai fedeli dell’acqua benedetta. Prima di Natale viene osservata una settimana di totale astinenza da tutti i cibi di origine animale.

Cina

Il Natale in Cina riflette le particolari condizioni politiche del gigante asiatico. Qui i cristiani sono una piccolissima minoranza, ma possono festeggiare il Natale, anche se in maniera poco tradizionale. Le celebrazioni avvengono quasi esclusivamente nelle grandi città, perché lì si trovano i circa 4 milioni di cristiani cinesi. Quasi impossibile rintracciare un presepe, anche se non più tardi ditre anni fa una spedizione archeologica nella provincia dello Xian ha rinvenuto una natività in legno databile attorno all’800 d.C., poco più di un secolo più tardi rispetto alle prime testimonianza che garantiscono la presenza di monaci missionari in Cina. Esiste anche una sorta di Babbo Natale locale, chiamato Dun Che Lao Ren.

Corea del Sud

A differenza dei vicini giapponesi in Corea il lato religioso del Natale è molto più sentito. Centrale è quindi la messa di mezzanotte, al termine della quale prima si celebrano anche i battesimi dei nuovi fedeli che hanno deciso di abbracciare il cristianesimo, poi si svolgono una serie di cori tradizionali improvvisati nelle strade delle città. Il pranzo prevede una torta salata a base di riso, il kimchi (verdure grigliate con spezie) e carni arrostite. Lo scambio dei regali rimane comunque una tradizione diffusissima.

Filippine

Le celebrazioni natalizie qui, nel paese più cristiano di tutto il continente asiatico, cominciano assai presto. Come in altri paesi che hanno conosciuto la colonizzazione spagnola, centro di tutte le tradizione è la Misa de Gallo, la messa di mezzanotte che può durare anche fino all’alba. Numerose sono anche le rappresentazioni della Natività e delle peripezie della Sacra Famiglia che si tengono sino al giorno dell’Epifania. In ogni casa delle Filippine si trovano le lanterne di Natale, lampade colorate e decorate. Piatto tipico è il Bibingka, una torta salata a base di riso e verdura, assieme al quale si beve una particolare qualità di tè, il salabat.

Giappone

Può un paese che conta una percentuale di cristiani non superiore all’1% celebrare il Natale? Sì, e la prova vivente è il Giappone. Si tratta ovviamente di un Natale completamente spogliato dei suoi significati religiosi, mentre quelli più commerciali sono ben vivi. Centri commerciali e negozi fanno quindi sfoggio di un numeroimpressionante di Babbi Natale, personaggio per cui gli abitanti di questo strano paese impazziscono. Il vecchietto vestito di rosso qui viene chiamato anche Santa Kurohsu, e a volte viene raffigurato con un paio di occhi anche sulla nuca, una particolarità da attribuire al fatto che nel pantheon nipponico esiste una divinità – Hoteiosho – che porta dei regali ai bambini che si sono comportati bene, e che come caratteristica ha proprio un paio di occhi sulla nuca, con i quali può controllare meglio il comportamento dei piccoli. I giapponesi non vanno in Chiesa, non esiste un tipico menu natalizio, ma fanno regali in gran quantità. Una delle ragioni, ma certo non l’unica, è da ricercare nella presenza di una numerosa colonia americana che si è stabilita qui dopo la fine dell’ultima guerra mondiale. Tutte le decorazioni natalizie iniziano a sparire già il 26 di dicembre.

Libano

Paese musulmano con una forte presenza cristiana. In Libano il Natale lo si festeggia in famiglia, che si riunisce attorno all’albero. I bambini attendono l’arrivo di Babbo Natale che porta loro doni e dolci. Dopo la messa si svolge il pranzo, durante il quale si mangia il tacchino e si beve arak, una tipica bevanda locale.

Singapore

Come in Giappone anche a Singapore gli aspetti commerciali del Natale hanno il sopravvento su quelli religiosi, nonostante qui i cristiani siano circa il 12% della popolazione. Il 25 dicembre è quindi un grande affare soprattutto per chi ha qualcosa da vendere. Babbo Natale regna incontrastato, ma qui e là fanno capolino anche alberi di Natale con tanto di neve finta.

Siria

Per il 16% dei siriani che si dicono cristiani il Natale è un modo di festeggiare in famiglia. Il 25 dicembre nelle poche chiese della Siria si celebra la messa prima dell’alba, al termine della quale una statua del piccolo Gesù bambino viene posta al centro della rappresentazione della Sacra Famiglia. L’usanza dello scambio dei doni è diffusa anche qui, ma i regali vengono distribuiti dai Re Magi, che secondo la tradizione locale si fermano in Siria dai bambini che si sono comportati bene mentre sono in viaggio verso la mangiatoia.

Turchia

Paese musulmano tra i più aperti all’occidente, ma che meno di altri festeggia il Natale. E pensare che la leggenda di Santa Claus nasce proprio qui in Turchia. Il “genitore” del vecchietto vestito di rosso che porta i regali ai bambini è infatti San Nicola, nato a Patara nel 280 d.C circa e poi vesovo di Myra, oggi chiamata Demre. Nel 325 partecipò allo storico Concilio di Nicea (unica prova certa della sua esistenza), per poi morire nel 343. Dopo la sua morte inizia la leggenda, secondo la quale il santo si recava nelle case dei bambini che si comportavano bene per lasciare nottetempo dei doni. A Demre, non lontano da Antalya, la vera festa non è il 25 dicembre ma il 6, giorno di San Nicola.

Vietnam

La colonizzazione francese ha fatto sì che anche in Vietnam nascesse una piccola comunità cristiana. La messa di mezzanotte e il pranzo in famiglia sono le celebrazioni più diffuse, ma nelle grandi città è facile trovare anche alberi e alcuni Babbo Natale.

(testo tratto dal sito web  www.sapere.it)

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